Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR)

Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR)

L’EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari) è un metodo psicoterapeutico strutturato e comprovato scientificamente che si basa sul modello AIP (Adaptive Information Processing) secondo il quale i sintomi emergono da esperienze passate disturbanti che continuano a causare disagio poiché non adeguatamente elaborate. I ricordi non elaborati completamente comprendono emozioni, pensieri, credenze e sensazioni corporee emersi al momento dell’evento stressante o traumatico. Quando la persona incorre in stimoli elicitanti (trigger) sperimenta, nella situazione attuale, gli elementi disturbanti dell’esperienza pregressa e ha sintomi caratteristici del DPTS o di altri disturbi. Secondo questo modello durante un evento traumatico “le risposte biochimiche da esso elicitate bloccherebbero il sistema innato del cervello di elaborazione dell’informazione lasciando in una stasi neurobiologica le informazioni collegate al trauma” (Fernandez, I. 2016).  Il focus di intervento del trattamento EMDR è quindi il ricordo e l’obiettivo è quello di cambiare il modo in cui il ricordo è stato immagazzinato nel cervello al fine di ridurre o eliminare i sintomi. La salute mentale è basata sull’esposizione a esperienze negative e sulla loro elaborazione e come afferma John Bowlby, padre della Teoria dell’Attaccamento, nell’opera “Una base sicura” “Fortunatamente la psiche umana, come le ossa, è fortemente incline all’autoguarigione” (1988, p.146). Ciò che si riscontra durante il trattamento EMDR, cioè mentre la persona focalizza sull’esperienza disturbante e sperimenta la stimolazione bilaterale, è il cambiamento di prospettiva e la desensibilizzazione: la vividezza del ricordo e l’attivazione emotiva ad esso legata si riducono. Durante le sedute di EMDR l’assenza o quasi di input da parte del terapeuta è volta a non interferire con il lavoro di elaborazione che il cliente compie collegando spontaneamente informazioni nell’ambito dei propri ricordi.

La terapia EMDR nasce nel 1987 quando la psicologa californiana Francine Shapiro intuisce casualmente la correlazione tra movimenti oculari ed elaborazione di eventi stressanti o traumatici. Questa intuizione dà vita a un’imponente area di ricerca su tale correlazione, sulla sua applicabilità clinica e sullo sviluppo di procedure specifiche. Nel 1990 viene scoperto che anche altre modalità di stimolazione bilaterale, tamburellamenti o toni uditivi, hanno un effetto positivo sui processi elaborativi. La stimolazione bilaterale è comunque solo un aspetto di una procedura ben più articolata e complessa che consente di lavorare sul ricordo disturbante, utilizzando il naturale sistema di elaborazione adattiva delle informazioni, per riattivare e completare l’elaborazione senza incorrere in ri-traumatizzazioni poiché tutto ciò avviene nella condizione di sicurezza garantita dalla relazione terapeutica. L’EMDR nasce come modalità di trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS) e nel tempo si evolve, grazie ad una vasta attività di ricerca, come approccio psicoterapeutico ben integrabile ai principali paradigmi terapeutici e come trattamento efficace di psicopatologie diverse e problemi psicologici legati ad eventi traumatici o ad esperienze di vita più comuni ma emotivamente impattanti.

Links
EMDR Italia
EMDR Institute, Inc.
EMDR European Association
EMDRIA International Association
EMDR Research Foundation